Arrivata a questo punto, riprenderei le metafore con le quali avevo iniziato per riassumere e sistematizzare il processo di progettazione di interfacce (argomento dell’ultimo Workshop di Sketchin).
IA – UID – VD
L’architetto dell’informazione (IA) riceve le richieste del business, capisce cosa e dove sistemare le informazioni e i contenuti dal punto di vista dell’utente e li organizza in modo sistematico, facile, intuitivo e reperibile. I suoi strumenti sono l’inventario e la vera e propria architettura.
In metafora. Come dice il nome, è il vero e proprio architetto del palazzo: decide il numero dei piani necessari, il tipo di stanze, dove saranno i bagni, la cucina, i saloni, i garage e le cantine.
Lo User Interface Designer (UID), figura che spesso si sovrappone all’IA, progetta il modo in cui il sito dovrà funzionare, ne verifica la fattibilità, gestisce l’emergere di nuovi requisiti. Ma, soprattutto, garantisce che l’interazione con l’interfaccia sia percepita e corrisponda al modello mentale dell’utente: in poche parole, garantisce che funzioni nel contesto a cui viene applicata.
Le sue armi di battaglia sono i wireframe (a diversi livelli di definizione).
In metaforaLo UID progetta l’ergonomia di ogni singola stanza, decidendo che tipo di prese mettere alle pareti e dove applicarle, come sarà collegata alle altre, se avrà un tavolo da cucina al centro o una scrivania sotto la finestra, una finestra o un balcone, una lampada da terra o l’attacco per un lampadario.
Il Visual Designer (VD) definisce il look and feel del sito, attraverso gli step di cui abbiamo già trattato qualche post fa: decide le palette di colori, lo stile della pagina, la tipografia, le icone. Si serve di tutti gli strumenti grafici necessari, concludendo il suo lavoro con un dettagliatissimo photoshop su più livelli.
In metafora Il VD decide lo stile dei mobili, i colori, i tessuti, le stampe da appendere alle pareti.
Tra i vantaggi di questa suddivisione rigorosa della progettazione ricordiamo:
- Permette di produrre materiale che aiuta a costruire un continuo scambio con il cliente/committente (cosa di cui abbiamo già avuto modo di parlare)
- Permette, grazie ai wireframe, di anticipare il funzionamento del software, riducendo il cambiamento dei requisiti in corso d’opera (secondo le statistiche, si riuscirebbero a ridurre del 70%)
- Permette di veriicare la totalità dei contenuti da produrre prima che il software sia terminato.
- Può evitare il redisign totale di un’applicazione, un software o un sito. Dopo aver individuato l’aspetto più problematico, è sempre più possibile lavorare per aspetti risparmiando tempo e budget e aumentando l’efficacia del refactoring.
- Permette di verificare l’usabilità del prodotto con l’utente prima della sua implementazione.




